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Domenica, 18 Novembre 2018
Resilienza 4.0: Metodologie e tecnologie sull’evoluzione sostenibile del concetto di resilienza

Resilienza 4.0: Metodologie e tecnologie sull’evoluzione sostenibile del concetto di resilienza

Il 19 settembre scorso, presso l’Istituto Superiore Antincendi dei Vigili del Fuoco, Il 19 settembre scorso, presso l’Istituto Superiore Antincendi dei Vigili del Fuoco, AFCEA – Capitolo di Roma ha organizzato un Convegno dal titolo “Resilienza 4.0: Metodologie e Tecnologie sull’Evoluzione Sostenibile del Concetto di Resilienza”.

Il concetto di resilienza, già trattato due anni fa, sta assumendo un rilievo sempre più fondamentale molti settori, come i sistemi informatici, energetici, della Difesa e, più in generale, in tutti i sistemi di rilevanza critica. Per proteggere tali sistem è quindi fondamentale analizzare i rischi e definire strategie e competenze necessarie a fornire risposte resilienti a minacce e attacchi. A tale scopo AFCEA ha organizzato questo evento per presentare nuovi approcci metodologici e nuove tecnologie che possano offrire un contributo per consolidare il concetto di resilienza nei suoi numerosi ambiti applicativi.
Il Dott. Arch. Gennaro Tornatore – nuovo Direttore Istituto Superiore Antincendi dei Vigili del Fuoco, ha introdotto il Convegno che ha ospitato con piacere nella sede dell’Istituto. Il Gen. Antonio Tangorra – Presidente AFCEA Capitolo di Roma, dopo aver porto gli auguri al Direttore per il nuovo incarico, ha aperto l’evento sulla resilienza, sottolineandone il carattere dual use, le cui tecnologie innovative possano trovare applicazione in tutte le infrastrutture critiche e nei settori più sensibili.
L’Ing. Stefano Marsella – Istituto Superiore Antincendi dei Vigili del Fuoco, ha presentato il primo intervento dal titolo “Gestione della sicurezza e resilienza del patrimonio culturale” in cui ha presentato il Progetto STORM. In particolare, il Dott. Resta – Responsabile Comunicazione di STORM, ha presentato il progetto europeo, da circa 7 milioni di €, avviato nel 2015 a cui hanno preso parte circa 20 organizzazioni partner. Il progetto si pone come obiettivo la tutela e la resilienza dei beni culturali rispetto ai disastri naturali, ambientali e di origine antropica, effettuando sperimentazioni su una serie di siti di grande interesse culturale in alcuni Paesi europei, tra cui Regno Unito, Portogallo, Italia e Turchia.
A seguire, il Dott. Sandro Bologna – Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche, nel suo intervento “Evaluating Critical Infrastructure and Community Resilience: proposed Methodology and Guidelines” ha presentato la metodologia e le linee-guida elaborate da AIIC per una valutazione qualitativa della resilienza. Tali linee-guida sono volte a indicare delle definizioni e degli assunti sui concetti di resilienza e di infrastrutture critiche, individuando cosa si vuole proteggere, come e da chi/cosa, razionalizzando e contestualizzando concetti a volte piuttosto vaghi.
Il Gen. Isp. Francesco Noto – Direttore Struttura Progetto Energia del Ministero della Difesa, ha poi trattato il tema “Criticità delle infrastrutture energetiche e Energy Management Systems”. L’energia è elemento cruciale per le capacità operative dello strumento militare; per questo il Ministero si è dotato di una struttura ad hoc per la definizione di una Strategia Energetica della Difesa, coerente con la Strategia Energetica Nazionale, che definisce un approccio olistico ed interdisciplinare alla protezione delle infrastrutture critiche. Questo approccio è sviluppato in collaborazione con mondo accademico ed industriale, trasversale agli aspetti dell’energy management e della cyber security, garantendone una gestione integrata.
La giornata è proseguita con la presentazione del Dott. Giorgio Forti – ESRI Italia, “Tecniche GIS per la resilienza delle infrastrutture critiche a rete” nella quale si è posto l’accento sulle capacità del GIS di georeferenziare gli assets critici, mappandone anche le informazioni relative. Negli sviluppi più recenti, il GIS sta evolvendo verso la capacità di fornire una visione omnicomprensiva del contesto (assets, analytics, IoT), abilitando il concetto di interoperabilità.
Il Prof. Ing. Donato di Ludovico – DICEAA dell’Università de L’Aquila, nel suo intervento “Borghi storici resilienti: pratiche e tecnologie orientate alla sicurezza” ha evidenziato come il tema dei borghi storici oggi sia tornato all'attenzione grazie alla tematica emergente della resilienza. A partire dalla ricostruzione post sisma de L’Aquila e dalle nuove tecnologie impiegate nella risposta ai disastri naturali e antropici, l’intervento ha tracciato nuovi scenari orientati alla sicurezza di insediamenti "fragili" come i borghi storici.
Il Dott. Fabio Cocorullo – Leonardo , nel suo intervento “Infrastrutture Critiche e Industria 4.0: la digitalizzazione come supporto, ma anche rischio per sicurezza e resilienza”. ha evidenziato il proliferare delle minacce di tipo cyber nel contesto di Industria 4.0. e IoT, connesso in particolare all’enorme flusso di dati generato da molteplici fonti, nonché la necessità di adeguare sistemi di protezione simmetrici a questa minaccia, incentrati sul concetto di resilienza. il Dott. Cocorullo ha presentato quale case study la collaborazione di Leonardo con Ansaldo Energia a supporto del processo di digitalizzazione intrapreso da quest’ultima.
Successivamente, il Dott. Valter Villla – Keysight Technologies, con il suo intervento “Migliorare la resilienza di Sistemi Complessi”, ha evidenziato come sia fondamentale, per garantire proprio la resilienza di un’architettura complessa, testare il funzionamento di ciascuna componente di un sistema complesso ed infine l’intero sistema, prima che venga rilasciato in produzione, evitando problematiche pericolose che possano comportare costi anche difficili da sostenere.
Infine, la Dott.ssa Luisa Franchina – Vice-Presidente CESTUDIS ha presentato, nel suo intervento “Previsione e reazione agli attacchi cyber alle infrastrutture critiche attraverso il dispiegamento di innovative capacità di Cyber Resilience & Defence”, un‘interessante visione inerente il Complexity Management elaborato dal Centro Studi Difesa e Sicurezza, in cui l’accento viene posto sulla capacità delle aziende di adottare un assetto variabile, basato su conoscenza, consapevolezza, velocità di reazione e organizzazione.
A conclusione della giornata, il Presidente Tangorra ha ringraziato i relatori e tutti i partecipanti , invitandoli a seguire le prossime iniziative AFCEA Capitolo di Roma

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