Skip to main content

15 Luglio 2025

L’ANTROPIZZAZIONE DELLA DIMENSIONE SUBACQUEA – Nuova arena globale di confronto strategico

Lo scorso 21 maggio, presso presso il Circolo Sottufficiali della Marina Militare in Roma, si è svolto il convegno AFCEA dal titolo “L’antropizzazione della dimensione subacquea – Nuova arena globale di confronto strategico”, con l’obiettivo di esplorare esplorare temi cruciali quali la protezione delle infrastrutture critiche subacquee, l'importanza crescente degli aspetti cyber nell’underwater e lo sviluppo delle più avanzate tecnologie subacquee..
Il Generale Antonio Tangorra, Presidente del Capitolo di Roma di AFCEA, ha aperto i lavori ringraziando l’Amm. Sq Enrico Credendino, Capo di SM della Marina Militare e l’Amm.Sq Giuseppe Berutti Bergotto, Presidente del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea per i patrocini concessi all’evento.

Il primo intervento è stato del CA Francesco MILAZZO - Stato Maggiore Marina che con : “La dimensione subacquea e le attività del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea” ha offerto una visione strategica e sistemica dell’ambito sottomarino come spazio critico per la sicurezza, lo sviluppo tecnologico e la sostenibilità del Paese. In un mondo in cui il 98% delle comunicazioni digitali viaggia attraverso cavi sottomarini e l’80% dei fondali resta ancora inesplorato, il mare rappresenta non solo una riserva di risorse, ma anche l’infrastruttura invisibile su cui poggia gran parte della società digitale ed economica contemporanea. L’Italia, fortemente proiettata sul mare, ha compreso l’urgenza di presidiare e valorizzare questa dimensione. Il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea nasce come risposta a questa sfida, con una struttura interministeriale e interagenzia che promuove la cooperazione tra pubblico e privato, accademia e industria, difesa e impresa. Il Polo agisce come catalizzatore per la costruzione di un ecosistema nazionale avanzato, capace di affrontare le sfide tecnologiche emergenti attraverso bandi competitivi, sviluppo di capacità autonome subacquee, sensori intelligenti, sistemi di comunicazione criptati, intelligenza artificiale e infrastrutture modulari. I primi progetti lanciati, raggruppati nei batch 1 e 2, hanno coinvolto decine di realtà italiane tra grandi aziende, PMI e università, confermando un modello virtuoso di collaborazione e innovazione. Il PNS guarda al futuro con l’obiettivo di garantire la sicurezza delle infrastrutture sottomarine, sostenere la crescita del comparto tecnologico nazionale e contribuire attivamente alla difesa dell’interesse marittimo del Paese, proiettando l’Italia al centro della scena subacquea internazionale.

L’evento è stato suddiviso in tre sessioni. La prima “Sfide ed opportunità” è stata aperta da l’Ing. Cinzia CROSTAROSA e l’Ing. Giuseppe TOMASICCHIO – Telespazio hanno illustrato “Space-based solution for underwater critical infrastructures” La presentazione ha delineato le soluzioni tecnologiche attuali per il posizionamento subacqueo, analizzando i limiti imposti dalla non disponibilità del GNSS in ambiente marino. È stato illustrato un approccio multimodale che integra sensori inerziali, acustici, ottici e geofisici, con tecniche di navigazione basate su mappe magnetiche, sonar e sistemi SLAM.
Di particolare rilievo, l’intervento ha evidenziato il contributo di Telespazio nel settore del Positioning, Navigation & Timing (PNT), attraverso progetti ESA e infrastrutture come la piattaforma T-DROMES, in grado di gestire flotte di droni subacquei e aerei con architettura centralizzata.
Infine, è stato sottolineato il valore delle osservazioni satellitari per operazioni in ambienti complessi, come i fondali artici, e il ruolo del cloud e delle reti ibride Sat/Terrestrial nell’ottimizzazione del comando e controllo remoto.
Il Dott. Lorenzo GEREMEI – Elettronica ha poi parlato di “Dominare il non visibile: sinergie tra le EMSO e il Dominio Underwater” affrontando il ruolo strategico delle tecnologie nel dominio elettromagnetico subacqueo (UW) e delle European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatories (EMSO), sottolineando le sinergie tra capacità industriali, competenze umane e visione geopolitica. Ha quindi evidenziato l’expertise di Elettronica S.p.A. nel campo della guerra elettronica (EW), con oltre 3.000 sistemi distribuiti a livello globale per assetti navali, terrestri e aerei.
Attraverso un’analisi su più livelli — tecnologico, strategico, umano e geopolitico — l’intervento ha proposto un approccio integrato alla difesa e alla sicurezza in scenari invisibili ma sempre più centrali nel contesto internazionale. Tra le linee guida strategiche emergono l’investimento in innovazione, la formazione specialistica, la condivisione informativa e lo sviluppo di standard comuni, elementi chiave per garantire resilienza operativa e stabilità.
La prima sessione è stata conclusa dalla Dott.ssa Miriam PETRONE e dall’ing. Paolo CONFORTO – Thales Alenia Space che con: “L’infrastruttura di comunicazione satellitare al servizio delle unità subacquee: soluzioni ibride e tecnologie innovative per la connettività sottomarina” hanno illustrato le soluzioni tecnologiche per le comunicazioni subacquee sviluppate da Thales Alenia Space, evidenziando il ruolo crescente dell’ambiente sottomarino come ambito strategico, operativo e geopolitico e l’importanza di comunicazioni affidabili per unità subacquee, infrastrutture critiche e applicazioni scientifiche. Tra le sfide principali figurano la limitata propagazione dei segnali in acqua e la necessità di comunicazioni bidirezionali a bassa latenza. Thales propone un’infrastruttura integrata composta da soluzioni ibride: piattaforme galleggianti con terminali RF e ottici, reti sottomarine multisensore e nuove costellazioni satellitari in orbita bassa (LEO/VLEO). La sicurezza è affrontata come elemento imprescindibile, con architetture “security-by-design”, cifratura avanzata e misure per garantire riservatezza, integrità e disponibilità. L’infrastruttura si configura come una rete magliata multi-dominio, capace di garantire continuità operativa tra piattaforme navali, terrestri, aeree e subacquee.

Dopo il coffe break sono stati consegnati i premi ai tesisti vincitori del concorso sul tema “L’Italia e la dimensione subacquea”.

Il convegno è proseguito con la seconda sessione “Lo sviluppo di tecnologie subacquee e la sovranità tecnologica nazionale”. Il primo intervento è stato quello della Ing. Teresa SPADAFORA – Leonardo: “Underwater: le nuove sfide tecnologiche dell’Elettronica per la Difesa” che ha illustrato il concetto di Sistema di Sistemi Navale, inteso come abilitatore delle operazioni multi-dominio. Tale approccio si fonda sulla capacità di interconnettere in modo sicuro ed efficiente tutti gli assetti operativi, garantendo interoperabilità, protezione dei dati classificati, cyber resilience e capacità di simulazione federata. Leonardo ha mostrato come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata siano ormai componenti essenziali del supporto decisionale, attraverso il sistema BRAIN, capace di riconoscere e tracciare obiettivi, ricostruire profili costieri in 3D, migliorare la risoluzione delle immagini e visualizzare dati tattici in tempo reale.
Un altro elemento chiave è l’integrazione dei sistemi unmanned nel CMS navale, resa possibile da moduli software conformi agli standard NATO. Questa architettura consente la pianificazione e gestione sicura di missioni multi-piattaforma, con scambio dati protetto tra livelli di classificazione e piena compatibilità con simulatori e reti operative. Leonardo ha inoltre illustrato il proprio ruolo di leadership in progetti europei come SEANICE e SEACURE, finalizzati allo sviluppo di sistemi autonomi per la guerra antisommergibile e la protezione del fondale marino, con capacità di teaming tra piattaforme manned e unmanned.
La presentazione ha evidenziato anche il contributo di Leonardo alla ricerca e sviluppo nazionale, attraverso iniziative come PAM3SUB e il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, orientate alla navigazione di precisione, alla creazione di reti subacquee e alla localizzazione avanzata di bersagli. In chiusura, è stata sottolineata la convergenza tecnologica tra il dominio subacqueo e quello spaziale, entrambi caratterizzati da ambienti estremi, esigenze di rilevamento avanzato e soluzioni di posizionamento sofisticate.

Successivamente la Prof. Chiara PETRIOLI – WSense nella presentazione “Diamo voce agli oceani” ha evidenziato l’impegno di WSense nello sviluppo di soluzioni wireless avanzate per la comunicazione subacquea, con l’obiettivo di colmare il divario conoscitivo sugli oceani e promuovere una gestione sostenibile ed efficiente delle risorse marine. Attraverso tecnologie brevettate di Internet of Underwater Things (IoUT), l’azienda abilita la trasmissione real-time di dati ambientali su larga scala, con reti mesh multisensore e moduli software-defined capaci di operare fino a 6 km di profondità. Le soluzioni sono applicabili in numerosi ambiti strategici: impianti offshore, infrastrutture critiche, aree marine protette, osservatori sottomarini e robotica subacquea.
I sistemi WSense garantiscono elevata interoperabilità, efficienza energetica, sicurezza dei dati e capacità di rilevamento precoce delle anomalie. I risultati operativi includono riduzioni significative dei costi di monitoraggio e ispezione, aumento dell’area coperta e della densità dei dati raccolti.

La sessione è stata conclusa con la presentazione “Dalla detezione alla reazione alle minacce. Il contributo nazionale al CUIP” in cui l’ Ing. Francesco PACINI – WASS Submarine Systems ha illustrato il ruolo strategico del sistema industriale nazionale nella protezione delle Infrastrutture Critiche Subacquee (CUIP), evidenziando le implicazioni crescenti del concetto di Seabed Warfare nel panorama geopolitico e tecnologico.
In un contesto globale sempre più dipendente dalle infrastrutture sottomarine per telecomunicazioni, energia e materie prime, la vulnerabilità di questi asset richiede lo sviluppo di soluzioni integrate e multilivello. WASS propone una rete di rilevamento e reazione articolata in tre strati—esterno, intermedio e interno—basata su tecnologie multisensore, piattaforme autonome e algoritmi intelligenti.
Sono stati presentati sistemi soft-kill e hard-kill per la neutralizzazione delle minacce, inclusi siluri ultra-leggeri (ULWT), torpedini Very Light e Light Weight, oltre a effettori acustici per la dissuasione. Le capacità nazionali si fondano su esperienze consolidate e progetti in corso come SEAFENCE, SENSOMAR e SEACURE, nel quadro del Polo Nazionale della Subacquea.

L’ultima sessione “La protezione delle infrastrutture critiche” è stata aperta dall’ Ing. Stefano MEGGIO – Saipem con “Esperienze operative e sviluppi tecnologici per la persistenza nei fondali marini a protezione delle infrastrutture critiche subacquee” in cui ha presentato le competenze e innovazioni di Saipem nel dominio subacqueo, con particolare attenzione alla sicurezza delle infrastrutture critiche sottomarine. L’intervento ha illustrato l’evoluzione tecnologica nel settore, con particolare riferimento alla robotica sottomarina e ai sistemi autonomi persistenti.
Sono state quindi presentate “Piattaforme operative avanzate”, come Hydrone-R e Hydrone-D, capaci di operare sia in modalità ROV (controllo remoto) sia AUV (autonomo), riducendo l’impronta acustica e migliorando la capacità di ispezione, identificazione e risposta a eventi critici. Ha poi trattato le “Innovazioni per la sicurezza e la resilienza”, tra cui sistemi modulari di riparazione d’emergenza per condotte sottomarine (es. SiRCoS) e soluzioni brevettate per l’installazione off-set in acque profonde. Ha poi illustrato “Casi d’uso operativi internazionali”, come i progetti Njord (Norvegia), EPCOL (Qatar) e BC10 (Brasile), che confermano l’approccio globale e multi-cliente dell’azienda.Per poi concludere con i “Benefici tecnologici e ambientali”, tra cui la riduzione delle emissioni di CO₂, l’ottimizzazione dei costi operativi (grazie alla minimizzazione dell’uso di navi), l’aumento della digitalizzazione e la capacità di risposta rapida in caso di emergenza.

L’ultimo intervento della giornata è stato dell’Ing. Giampaolo ANNONI – Snam ha presentato "Resilienza e ridondanza per la sicurezza” evidenziando il ruolo strategico delle condotte offshore per la sicurezza e la continuità dell’approvvigionamento energetico nazionale.
Snam Rete Gas gestisce 129 km di condotte offshore, suddivisi tra lo Stretto di Messina e il collegamento al terminale OLT di Livorno. Le pipeline dello Stretto, protette contro la corrosione e monitorate da remoto, garantiscono affidabilità e sicurezza grazie a ispezioni periodiche e tecnologie avanzate di rilevamento. Le ultime analisi confermano l’integrità strutturale e l’assenza di fenomeni corrosivi o interferenze meccaniche.
La linea offshore del terminale di Livorno collega il terminale galleggiante alla terraferma attraversando fondali fino a 112 metri. Anch’essa rispetta elevati standard di controllo e sicurezza, La presentazione ha voluto evidenziare l’elevato livello di competenza tecnica e gestionale di Snam nella conduzione di infrastrutture energetiche offshore, a garanzia della sicurezza, sostenibilità e resilienza del sistema nazionale.