Lo scorso 16 settembre, la Casa dell’Aviatore, ha ospitato il convegno dal titolo “Resilienza Operativa e Autonomia Digitale: Il Ruolo Strategico del Paradigma Zero Trust nella Tutela della Sovranità del Dato”, organizzato da AFCEA Capitolo di Roma, con il contributo della società Fortinet, socia del capitolo.
In un contesto che vede nuove sfide normative, minacce cyber evolute e crescente convergenza tra IT e OT, il convegno ha analizzato il paradigma Zero Trust come un approccio strategico per proteggere infrastrutture critiche e soggetti essenziali. Un modello che, attraverso il principio "never trust, always verify", rafforza la resilienza digitale e tutela il controllo dei dati.
Dopo il saluto di benvenuto del Gen.I.C.(r) Antonio TANGORRA, Presidente AFCEA Capitolo di Roma, con la sua introduzione dei lavori della giornata, si è svolta la cerimonia di saluto del gen. Aldo Giannatiempo dall’incarico di Segretario AFCEA Capitolo di Roma, che ha ricoperto con impegno impareggiabile negli ultimi vent’anni. Nel corso della cerimonia il presidente Tangorra ha consegnato al gen Giannatiempo una statuetta dell’arcangelo Gabriele, simbolo di AFCEA Capitolo di Roma e ha introdotto ufficialmente il neo Segretario, la dottoressa Lucia Di Giambattista.
A seguire, è intervento il Brig.Gen. Fabio Cerase, vice Comandante III Divisioni Comando Logistico, in sostituzione del Gen. De Martinis, Direttore di Armaereo. Nel suo intervento il gen. Cerase ha evidenziato come l'operatività dei sistemi informativi costituisca una necessità imprescindibile, dove i sistemi sono un vero e proprio centro di gravità. Essi costituiscono un asset strategico dal quale tali realtà traggono capacità operativa, efficienza e resilienza. In loro assenza, o in caso di compromissione del loro funzionamento, queste strutture vedrebbero drasticamente ridotta la propria capacità di agire, coordinarsi e perseguire i propri obiettivi, risultando sostanzialmente incapaci di operare in modo efficace. Il paradigma Zero Trust, basato su un controllo diffuso, è concettualmente adeguato ad affrontare e ridurre il rischio in questi scenari. La sfida sta nell’implementazione all’interno di un’ organizzazione specifica e nell’ambiente contingente, ambedue potenzialmente variabili nel tempo. Il successo di tale implementazione si basa sulla capacità di mantenere nel tempo requisiti e obiettivi chiari, oltre all’awareness della situazione, competenza e fiducia nell’architettura e nei prodotti in uso.
A seguire, Massimo PALERMO, VP & Country Manager, Fortinet ha presentato l’azienda, sottolineando come l’accelerazione tecnologica stia producendo una progressione sempre più veloce della digitalizzazione, in particolare nel settore Difesa, con attacchi cyber sempre più frequenti che richiedono alle industrie del settore di investire e progettare nuove e continue soluzioni tecnologiche. Con oltre 900.000 clienti nel mondo e 15.000 dipendenti, Fortinet investe in nuove soluzioni, che condivide con oltre 4.000 integrazioni, offrendo in parallelo percorsi formativi per consolidare queste competenze tecnologiche.
Nel suo intervento Angelo Tofalo, CEO di AT Agency, già SottoSegretario di Stato alla Difesa e componente COPASIR, ha evidenziato come la cybersecurity non possa più essere considerata esclusivamente una questione tecnologica, ma una componente essenziale della sicurezza nazionale, della resilienza del Sistema Paese e della sovranità tecnologica. In questo scenario, il paradigma Zero Trust assume un valore strategico: non fidarsi implicitamente di utenti, dispositivi o sistemi, verificare continuamente identità e autorizzazioni, ridurre la superficie di attacco e limitare gli effetti di un’eventuale compromissione. Tecnologia e architetture, da sole, non bastano, ma servono resilienza operativa, controllo del dato, capacità tecnologiche affidabili e una visione strategica capace di integrare sicurezza, innovazione e autonomia digitale.
Con l’intervento “Threat Intelligence & AI “, Aldo DI MATTIA, Director & Cybersecurity Advisor, Fortinet ha messo in evidenza l’aumento esponenziale di minacce legato anche alla situazione geopolitica, in particolare l’aumento di attacchi andati a buon fine. In questo contesto l’uso dell’IA va limitato, perché esistono intelligenze artificiali che sono in grado di generare attacchi e oltrepassare le barriere della cybersicurezza, semplicemente usando il linguaggio naturale dell’IA. Mentre le minacce si possono definire cyber, il loro impatto non è virtuale ma può incidere pesantemente sulle attività della vita reale.
A seguire, Daniele Mancini, CISO Evangelist, ha affrontato il tema del “Framework strategico di sicurezza per sistemi ed agenti autonomi in ambito Operational Technology”, evidenziando come la crescente adozione dell'Intelligenza Artificiale in ambito difesa e infrastrutture critiche richieda un approccio alla sicurezza sempre più evoluto. In particolare, l'attenzione si concentra sugli agenti AI, capaci di operare autonomamente interagendo con dati, strumenti e applicazioni. In questo scenario, la protezione non può limitarsi ai modelli di IA, ma deve estendersi all'intero ecosistema digitale attraverso controlli di accesso, governance, isolamento e monitoraggio continuo.
Nell'intervento conclusivo, “Zero Trust, Quantum Proof Cryptography e Sovranità”, Fabrizio Cassoni, SE Manager Defence di Fortinet, ha ribadito il valore strategico del paradigma Zero Trust, basato sul principio “Never Trust, Always Verify”, per garantire la protezione delle organizzazioni moderne. Particolare attenzione è stata dedicata alle sfide poste dal futuro avvento del calcolo quantistico, che renderà necessaria l'adozione di tecnologie crittografiche post-quantum. La sicurezza è stata infine collegata ai temi della sovranità digitale e del controllo del dato, elementi fondamentali per assicurare resilienza operativa, continuità dei servizi e tutela delle informazioni strategiche.
A conclusione dell’evento, il presidente Tangorra ha ringraziato i relatori e la società Fortinet, per avere contribuito alla realizzazione del convegno, nonché il pubblico in aula invitando tutti a seguire AFCEA e le sue attività.