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Editoriale - AIIC (Associazione Italiana esperti in Infrastrutture critiche)

NOVEMBRE 2025

Cari Soci,
con questo numero di fine anno vogliamo fermarci un momento a riflettere su quanto accaduto negli ultimi dodici mesi per mettere a fuoco ciò che il 2025 ci ha mostrato. Il 2025 è stato un anno che ha messo l’Europa – potremmo dire il mondo – di fronte a prove concrete. Eventi diversi per natura e contesto hanno avuto un denominatore comune: la difficoltà di garantire continuità operativa in sistemi sempre più interconnessi e sotto pressione.
In primavera, il blackout che ha interessato Spagna e Portogallo – con effetti anche in alcune aree della Francia meridionale – ha coinvolto decine di milioni di utenti, paralizzando trasporti, comunicazioni e servizi essenziali, mostrando come un guasto nella rete di trasmissione possa propagarsi rapidamente oltre i confini nazionali. Pochi mesi prima, in Cile, un malfunzionamento dei sistemi di protezione di una linea ad alta tensione aveva lasciato senza energia elettrica la quasi totalità del Paese, costringendo le autorità ad attivare misure di emergenza. In Brasile, a ottobre, l’incendio di una sottostazione ha causato un blackout esteso a tutti gli stati federali: in questo caso, la risposta operativa ha contenuto la durata dell’interruzione, ma non ha evitato interrogativi sulla gestione di eventi su scala nazionale.
Sul fronte digitale, il 2025 ha confermato una tendenza già evidente negli anni precedenti. I dati diffusi da centri di analisi e osservatori indipendenti indicano un aumento significativo degli attacchi ai sistemi IT e OT delle infrastrutture critiche, in particolare nel settore energetico.
Anche l’Italia è stata coinvolta in modo rilevante, con una crescita degli incidenti che hanno interessato trasporti, logistica e servizi essenziali, spesso in forme ibride tra hacktivismo, criminalità e pressione geopolitica.
Infine, il protrarsi degli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine ha continuato a ricordarci che, nei contesti di conflitto, le reti elettriche e i sistemi di distribuzione non sono solo asset tecnici, ma obiettivi strategici, con effetti diretti sulla popolazione civile e sulla stabilità dei servizi.
Da questi eventi emergono alcune lezioni operative difficili da ignorare.
La prima riguarda le interdipendenze: energia, telecomunicazioni, trasporti e servizi digitali non possono più essere analizzati separatamente. Un singolo punto di vulnerabilità è sufficiente a generare effetti a cascata.
La seconda è la definitiva convergenza tra sicurezza fisica e sicurezza cyber. Gli incidenti del 2025 mostrano che le due dimensioni si alimentano a vicenda e richiedono modelli di gestione integrati, non paralleli.
La terza lezione è legata alla preparazione operativa. Dove esistevano procedure aggiornate, ruoli chiari e capacità di decisione rapida, l’impatto degli eventi è stato contenuto. Dove questi elementi mancavano, anche guasti tecnicamente gestibili hanno prodotto conseguenze rilevanti. Infine, il 2025 ha ribadito il valore della condivisione delle competenze. Nessun operatore, pubblico o privato, può affrontare da solo scenari complessi e dinamici come quelli che abbiamo osservato.
Con questo spirito guardiamo al 2026, consapevoli che la resilienza non si costruisce con dichiarazioni di principio, ma con analisi, metodo e lavoro continuo.

Maria Beatrice Versaci

(Newletter AIIC n. 11 (2025))